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Autore

Piero Valesio è giornalista dal 1982. Per il quotidiano “Tuttosport” ha curato per anni una rubrica di critica televisivo-sportiva, ha scritto di calcio, motociclismo, Formula 1, sport invernali e soprattutto di tennis, la sua grande passione. Dal 2016 al 2020 ha diretto il canale televisivo Supertennis. Ha collaborato con Sport Mediaset e con “Il Messaggero”. Attualmente è commentatore di eventi sportivi su “Il Domani”. Con Antonella Piperno ha scritto “E vissero felici e lontani” e “E vissero vicini e (s)contenti” (Perrone editore). Per Absolutely Free libri ha scritto il giallo “Chi ha rapito Roger Federer?” e, con Daniele Azzolini, la trilogia di Sinner: “Sinner e gli anti-Sinner” (2022), “Rivoluzione Sinner (2023) e “L’era del peccatore” (2024).

Sinossi

Non sono state sempre il male, le sostanze in grado di potenziare e rendere più performante il corpo umano. In qualche caso hanno anche creato il paladino del bene assoluto. È il caso di Captain America, supereroe nato dalla fantasia di Stan Lee. Il soldato Steve Rogers, piccolo e mingherlino, non ha i requisiti per essere arruolato nell’esercito Usa. Ma una pozione scientificamente evoluta lo rende il campione della libertà. Una pozione che nella finzione è l’opposto di ciò che nella realtà i soldati nazisti ingurgitarono per non dormire, il Pervitin, che permise loro di attraversare le Ardenne e invadere la Francia. Nello sport moderno, dallo svenimento di Dorando Pietri al termine della maratona dei Giochi 1908 alla squalifica di tre mesi comminata a Jannik Sinner per “responsabilità oggettiva” nei confronti dei suoi collaboratori, il doping è sempre stato presente. Ha sconvolto vite come quelle delle atlete DDR negli anni ’80, ha minacciato di uccidere per sempre il ciclismo dopo il caso di Lance Armstrong e quello forse più drammatico di Ian Ullrich; è stato un fattore di destabilizzazione come nel caso del doping di Stato in Russia ai Giochi Invernali di Sochi. E ora gli Usa dell’era Trump, principali finanziatori della Wada, la contestata agenzia antidoping, potrebbero ridurre quei finanziamenti provocando conseguenze imprevedibili. C’è chi vuole organizzare le “Olimpiadi dei dopati” e chi sostiene che i campioni del futuro si costruiranno in laboratorio ancora prima della nascita. Fantascienza o realtà? Il libro coglie i segnali della Storia per tentare di immaginare a cosa andremo incontro.

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